proprietà della liquirizia

Tutti noi conosciamo la liquirizia per il suo particolare sapore dolce e allo stesso tempo un po’ amaro, un sapore che lo rende ideale per la preparazione di numerosi dolci e liquori.

Viene inoltre ampiamente utilizzata dall’industria del tabacco come additivo, insieme al cacao, per le sigarette.

Meno conosciute sono le proprietà officinali della sua radice. Proprietà che invece i nostri avi conoscevano bene, tant’è che l’utilizzo della liquirizia in ambito medicinale vanta una storia ultra millenaria, sia nella medicia Occidentale, che in quella Orientale.

Caratteristiche della pianta

La liquirizia (Glycyrrhiza glabra) è una pianta perenne della famiglia delle Fabaceae che può superare il metro di altezza.

La pianta sviluppa un grosso rizoma da cui si estendono orizzontalmente stoloni e radici, lunghi due metri. Vengono usate solo le radici di piante che abbiano più di 3 o 4 anni, raccolte durante la stagione autunnale e successivamente essiccate.

In commercio la radice può essere trovata in bastoncini da masticare, a pezzi per
decotti e tisane, e in polvere. Viene inoltre impiegata per la produzione di dolci e liquori di cui però è sconsigliato l’uso, se non saltuario.

pianta di liquirizia

In tutto si contano 18 varietà di piante di liquirizia, tutte quante crescono spontaneamente nelle zone climatiche temperato, semiarido ed arido.

L’area in cui cresce è molto ben definita ed è costituita da una “cintura” più o meno larga che si distende attorno al 40° parallelo (quello che taglia in due l’Italia) dalla penisola iberica fino alle propaggini più orientali della Cina.

Entro questa striscia la liquirizia cresce spontanea e talvolta in grandissime quantità in terreni resi umidi e profondi dalla presenza di fiumi che hanno formato col tempo dei larghi alvei alluvionali. I suoi paesaggi possono insomma essere anche molto diversi, dal fiorente Mezzogiorno italiano all’arido deserto cinese dell’Ordos. Al di fuori di questa zona può essere coltivata, ma richiede trattamenti particolari e costosi.

La varietà migliore è nostrana

Come detto ci sono diverse varietà di liquirizia, ma non sono tutte uguali. La varietà più pregiata, perché al tempo stesso la sua radice è più dolce e più ricca di principi attivi, è la Glycyrrhiza glabra typica, che cresce esclusivamente nella zona del Mediterraneo occidentale, e in particolare nel centro e sud Italia e in Spagna.

Le specie che si rinvengono andando verso oriente sono invece sempre meno “fini”, partendo dalla Glabra glandulifera, a quella Violacea e arrivando anfine all’Uralensis, che predomina largamente in Cina.

Storia

Nella storia la radice di liquirizia trova largo impiego come erba ad uso medicinale, sia in Occidente come in Oriente.

In Occidente

Nell’antica Grecia, come chiaramente indicato da Dioscoride nella sua Materia medica, la liquirizia veniva impiegata grezza, o per preparare dei decotti, come rimedio per il mal di gola e le affezioni delle prime vie respiratorie.

Anche altri medici sia greci che latini ebbero in grande considerazione la sua radice come Ippocrate, Galeno, Teofrasto e Plinio. Giudicavano la liquirizia insostituibile per combattere la tosse convulsa e il mal di fegato e l’usavano, trasformata in pomata, per cicatrizzare più rapidamente le ferite.

Questa codificazione greco-latina si trasmetterà alla medicina islamica e diverrà una costante sino alle ulteriori scoperte sull’uso di questa officinale del ‘500-‘600.

Si dovette attendere il XV secolo perché la liquirizia e le sue virtù si diffondessero in tutta Europa per opera dei frati domenicani.

In Oriente

In Oriente la liquirizia veniva utilizzata nella medicina Ayurveda per curare un gran numero di malattie, non solo dell’apparato respiratorio e della gola.

liquirizia e le sue proprietà

Ma la tradizione che riserva un vero posto d’onore alla liquirizia è quella cinese: qui la radice di liquirizia ha un peso infinitamente maggiore e una codificazione molto più antica. Essa appare centrale già nei primi grandi trattati medici che vengono fatti risalire ad alcuni secoli prima di Cristo e viene definitivamente codificata nel Ben Jing del I° secolo dopo Cristo, in cui assume una centralità che verrà poi sistematicamente confermata dalla ricchissima trattatistica dei secoli seguenti.

Nella farmacopea cinese esistono sostanze di primo grado, “principesche”, di secondo grado, “ministeriali”, e di terzo grado, “funzionariali” e le prime sono le più importanti in quanto sovrintendono, senza essere aggressive, al benessere generale e all’armonia del corpo.

La liquirizia fa parte appunto delle 120 sostanze “principesche” ed entra in una percentuale altissima di composti medici, tanto nella teoria dei trattati quanto soprattutto nella pratica quotidiana, da oltre 2500 anni.

Nel linguaggio cinese corrente la parola “liquirizia” sta anzi un po’ come la parola “prezzemolo” nell’italiano: qualcosa che è presente un po’ ovunque.

Proprietà

Sono molte le proprietà officinali che caratterizzano la radice di liquirizia e che la rendono utile per il trattamento di un gran numero di affezioni.

principi attivi contenuti nella radice sono: Saponine triterpeniche (glicirrizina e 24-idrossiglicirrizina), flavonoidi liberi e glicosilati (liquiritina ed isoliquiritina), calconi, minerali (magnesio, potassio fosforo), vitamine.

Le attività principali sono: antinfiammatorio, cicatrizzante, digestivo, antireumatico, epatoprotettore, antispasmodico, lassativo, espettorante e secretolitico, edulcorante.

Vediamo ora come può essere impiegata la liquirizia:

1# Mal di gola, bronchiti, raffreddore e tosse

In caso di mal di gola, bronchiti, raffreddore o di tosse, la radice di liquirizia può essere semplicemente masticata, oppure utilizzata per preparare un decotto con azione antinfiammatoria ed espettorante. E’ utile, prima di bere il decotto, fare dei gargarismi. Infatti è stato dimostrato che effettuare dei gargarismi con una soluzione diluita di acqua e liquirizia aiuta a prevenire l’insorgenza del mal di gola e a ridurre i dolori derivanti dal mal di gola stesso

2# Disturbi del fegato

Specialmente in Oriente la liquirizia viene da sempre utilizzata per depurare il sangue e migliorare le funzionalità del fegato.

Anche la Medicina Ufficiale conferma le proprietà epatoprotettive della liquirizia. In uno studio, condotto su oltre cento persone affette da insufficienza epatica cronica, è stato evidenziato come l’estratto secco di liquirizia, in soli trenta giorni, possa aver prodotto miglioramenti visibili.
Dopo un attento esame è stato rilevato un aumento del glicogeno epatico e una riduzione dei trigliceridi e transaminasi nei tessuti epatici. Si ritiene che questo effetto sia stato possibile grazie ai suoi effetti antiossidanti.

3# Ulcera gastrica e duodenale

decotto di liquirizia

La liquirizia, grazie alla sua azione antinfiammatoria risulta essere un validissimo aiuto per chi soffre di ulcera gastriche e duodenale, sia per lenirne i disturbi, ma soprattutto per bloccarne lo sviluppo.

Studi scientifici, infatti, hanno dimostrato che la liquirizia protegge le mucose gastriche, prevenendo e sciogliendo i crampi di stomaco e intestino. La posologia è di 3 tazze per un periodo continuativo che va dalle 4 alle 6 settimane per notare dei risultati davvero considerevoli. La costanza in questi casi è davvero importante.

#4 Pressione bassa

Chi soffre di pressione bassa sa quanto può essere invalidante questo problema. La liquirizia da questo punto di vista può darci certamente una mano. Vi basterà masticare e succhiare la radice per migliorare la pressione.

Per lo stesso motivo va però usata con parsimonia, per non incappare nel problema opposto assai più pericoloso, cioè nell’ipertensione.

#5 Magrezza

Chi è troppo magro potrebbe avere un problema di bassa ritenzione idrica, dovuto a una diuresi o a una sudorazione troppo abbondante.

Dato che la liquirizia aumenta la ritenzione idrica, nella medicina Orientale viene consigliata a chi ha problemi di magrezza. Per lo stesso motivo viene invece sconsigliata a chi soffre di gonfiori, cellulite e insufficienza renale.

Liquirizia e gruppi sanguigni

Nel libro del dott.Mozzi la liquirizia è elencata tra i cibi neutri per i gruppi sanguigni 0 ed A, mentre è tra i benefici per i gruppi B ed AB.

GRUPPO SANGUIGNOBENEFICONEUTRONOCIVO
Gruppo 0x
Gruppo Ax
Gruppo Bx
Gruppo ABx

Come si assume la liquirizia?

Si può semplicemente masticare la radice, oppure utilizzare un pezzetto di radice di liquirizia (o la radice già tritata) per preparare una piacevole tisana dal sapore dolce.

Come si prepara la tisana?

Per preparare la tisana ti basterà lascia macerare per 15 minuti, 2 g di radice di liquirizia (circa un cucchiaino), in una tazza d’acqua bollente. La tisana va poi filtrata e bevuta calda.

Dove comprare la radice di liquirizia

Puoi acquistare la radice di liquirizia intera, o tritata in erboristeria. Anche certe tabaccherie vendono la radice in comodi pacchetti preconfezionati.

In alternativa puoi acquistarla anche su internet.

Controindicazioni

L’uso di liquirizia è sconsigliata agli ipertesi, alle donne in gravidanza, a chi soffre di ritenzione idrica, gotta, gonfiori e chi ha problemi di insufficienza renale.

È bene non assumere comunque mai la liquirizia in grandi quantità, perchè un consumo eccessivo può generare dei problemi o degli effetti indesiderati in tutti i soggetti. Va inoltre assunta solo saltuariamente e mai per periodi troppo prolungati.

E’ inoltre da evitare se si stanno assumendo diuretici e farmaci anticoncezionali.

Attenzione alle caramelle

caramelle alla liquirizia

Come abbiamo visto la liquirizia può essere un valido aiuto per la nostra salute, ma ciò è valido solo se utilizziamo la radice di questa pianta allo stato puro, cioè acquistando la radice essiccata, ridotta in polvere, o già pronta in bustina per fare delle tisane.

Sono invece assolutamente le caramelle alla liquirizia, oltre ai liquori dato che contengono alcool. Le classiche caramelle gommose che vengono vendute su qualsiasi bar e tabaccheria, contengono si e no un 2-3% di liquirizia. Il resto è composto da zucchero (oppure sciroppo di glucosio, o altri edulcoranti), eccipienti e conservanti.