Il nome botanico del karkadè è hibiscus sabdariffa e consiste in una pianta annuale o perenne appartenente alla famiglia delle malvacee. Il karkadè (o carcadè) è una bevanda ottenuta attraverso un processo di essiccamento delle infiorescenze dell’arbusto Hibiscus sabdariffa. Con i fiori di ibisco si può realizzare un gustoso infuso dalla colorazione rosso scarlatta e dall’inconfondibile gusto amarognolo.

La tisana al karkadè si prepara non solo per rinfrescarsi e dissetarsi ma ha anche formidabili proprietà terapeutiche. In particolare è rinomata per promuovere la perdita di peso, tenere sotto controllo la pressione sanguigna e combattere la cellulite.

Cos’è il karkadè

E’ una bevanda estratta dai calici essiccati dei fiori dell’Hibiscus sabdariffa. Le infiorescenze della malvacea oltre ad essere particolarmente profumate, sono caratterizzate da una colorazione rosso scarlatto.  

E’ conosciuto anche con i nomi di rosella, sorrel, tè rosso d’abissinia e acetosa giamaicana.

L’infuso di rosella è rinomato in tutto il mondo ed è di facile preparazione. Difatti il procedimento è simile a quello richiesto per preparare il classico tè.

Inoltre, la bevanda può essere assunta sia fredda che calda e si tinge di un particolare rosso vivace dal sapore tipicamente acidulo, che ricorda la crostata di mirtilli.

Oltre ad essere un infuso dissetante e rinfrescante, si riconoscono alla bevanda interessanti proprietà terapeutiche.

Valori nutrizionali

Per 100 grammi della bevanda:

Calorie37
Grassi0,7 g
      Acidi grassi saturi0,3 g
Colesterolo0 mg
Sodio3 mg
Potassio9 mg
Carboidrati7 g
     Fibra alimentare0,3 g
     Zucchero6 g
Proteine0,4 g
Vitamina C18,4 mg
Vitamina B60 mg
Cobalamina0 ug
Vitamina D0 UI
Calcio1 mg
Magnesio1 mg
Ferro8,6 mg
benefici del karkadè

Karkadè: benefici e proprietà terapeutiche

Antiossidante naturale

Gli estratti a base di hibiscus sabdariffa sono in grado di contrastare efficacemente l’azione negativa esercitata dai radicali liberi sull’organismo. Pertanto la tisana al karkadè può essere assunta per prevenire l’insorgenza di disturbi causati dall’accumulo dello stress ossidativo.

I principi attivi presenti nella pianta riescono ad incrementare il numero degli enzimi antiossidanti e contestualmente ridurre gli effetti nocivi dei radicali liberi del 92%.

L’effetto antiossidante è imputabile alle antocianine e all’acido protocatechico (un acido fenolico) che rientrano tra le costituenti chimiche del karkadè.

Riduce la pressione sanguigna

La tisana al karkadè abbassa la pressione sanguigna.

L’ipertensione, oltre ad indebolire il cuore, può promuovere lo sviluppo di malattie cardiache severe.

Studi rivelano che l’assunzione costante di preparati a base di hibiscus sabdariffa riesce a ridurre efficacemente la pressione sanguigna, sia diastolica che sistolica. Inoltre, persone affette da ipertensione hanno sperimentato un‘effettiva riduzione della pressione sanguigna dopo sei settimane di un trattamento a base di karkadè. La diminuzione sistolica e diastolica è stata registrata, rispettivamente, in 7,58 mmHg e in 3,53 mmHg.

Gli effetti ipotensivi si sono dimostrati efficaci nel trattamento dell’ipertensione essenziale moderata, tale azione è dovuta all’inibizione dell’enzima di conversione dell’angiotensina. La proprietà ipotensiva è stata attribuita alla presenza dei flavoni nell’estratto di karkadè.

Il rimedio non dev’essere assunto in concomitanza con l’assunzione di idroclorotiazide: un farmaco che rientra nella classe dei diuretici tiazidici, impiegato nel trattamento dell’ipertensione.

Combatte il colesterolo cattivo

Gli estratti a base della pianta medicinale riescono a ridurre l’eccesso di lipidi presenti nel sangue che costituiscono la causa principale dello sviluppo delle patologie cardiache.

In seguito all’assunzione quotidiana di una tisana di karkadè, per un periodo di trattamento di un mese, si registra un effettivo incremento del colesterolo buono HDL e una riduzione del colesterolo LDL “cattivo” e dei trigliceridi.

Uno studio svolto su un gruppo di pazienti colpiti da sindrome metabolica ha dimostrato un’effettiva riduzione del colesterolo totale con un contestuale incremento di quello buono, dopo aver assunto quotidianamente 100 mg di estratto di rosella.

Il karkadè ti aiuta a perdere peso

La pianta dell’hibiscus sabdariffa si associa alla perdita di peso ed a un ruolo preventivo nello sviluppo dell’obesità.

In seguito alla somministrazione di un estratto a base di karkadè ad un gruppo di persone affette da sovrappeso si è registrata un’effettiva riduzione del peso, del grasso corporeo e dell’indice di massa corporea. Inoltre, il rapporto fianchi-vita è risultato visibilmente ridimensionato.

La condizione di obesità fa da precursore all’insorgenza di patologie di grave entità, una di queste è la steatosi epatica non alcolica. L’assunzione di estratti a base di karkadè, agendo sulla regolazione metabolica e proteggendo il fegato, apporta degli effettivi miglioramenti della condizione epatica.

Uno studio è stato condotto su soggetti che presentavano un indice di massa corporea pari a 27 e che sono stati trattati con un estratto di hibiscus per un periodo di 12 settimane.

In seguito alla cura hanno registrato una effettiva riduzione del peso corporeo, dell’indice di massa corporea e del rapporto vita-fianchi.

Inoltre, si è verificata una diminuzione degli acidi grassi liberi circolanti nel sangue. Al contrario, sia l’alfa amilasi (un enzima imputato nell’idrolizzare l’amido in zucchero) che la lipasi sierica (enzima che catalizza la divisione dei trigliceridi in acidi grassi e glicerolo), non hanno subito alterazioni significative. L’effetto clinico è ascrivibile alla presenza dei polifenoli nella pianta medicinale.

Mantiene in salute il fegato

Il karkadè aiuta il fegato a mantenersi sano e a funzionare efficacemente. Persone in sovrappeso hanno sperimentato un netto miglioramento della steatosi epatica: una condizione causata da un accumulo di grassi nelle cellule del fegato. Tale patologia può degenerare in insufficienza epatica.

 Inoltre la rosella è in grado di incrementare la concentrazione di diversi enzimi che permettono di disintossicare il fegato dai farmaci.

Rilassa la muscolatura liscia

Il karkadè riesce a distendere la muscolatura liscia grazie all’azione ipotensiva che esercita sull’organismo.

La risposta rilassante è condotta dai meccanismi endotelio-dipendenti e da quelli endotelio-indipendenti e mediata dai canali del calcio. Tale proprietà terapeutica è riconducibile alla presenza sia della quercetina che dell’eugenolo presenti nei fiori della pianta medicinale.

Un rimedio per disturbi renali

Gli estratti di hibiscus riescono a ridurre efficacemente le elevate concentrazioni di creatinina, di acido urico, tartrato, sodio, potassio e fosfato presenti nelle urine. Ma non intervengono sull’ossalato di calcio.

L’assunzione di un basso dosaggio di karkadè, pari a 16 grammi al giorno, provoca una riduzione significativa di sale nelle urine rispetto alla somministrazione quotidiana di una posologia quantificabile in 24 grammi al giorno.

Azione antimicrobica

Rosella è conosciuta per possedere interessanti proprietà antibatteriche, antimicotiche ed antiparassitarie.

In particolare, risulta efficace nel contrastare i seguenti agenti patogeni:

  • Bacillus anthracis: batterio gram positivo che sotto forma di spora provoca un’infezione importante chiamata antrace.
  • Schistosoma: è un parassita che causa parassitosi umane ed animali. Nell’essere umano costituisce l’agente patogeno della schistosomiasi.
  • Streptococcus mutans: un batterio gram positivo che colonizza la cavità orale umana. E’ il diretto responsabile della formazione delle carie.
  • Campylobacter: un microrganismo gram negativo che causa la campylobatteriosi, alla quale sono ascrivibili le patologie diarroiche.
  • Escherichia coli: un agente patogeno gram negativo che vive nella flora intestinale dell’uomo e degli animali. La maggior parte delle infezioni che interessano il tratto urinario sono causate da questo batterio, in particolare la cistite.

Rimedio naturale contro la cistite

Tra le proprietà antimicrobiche riconosciute alla pianta dell’hibiscus sabdariffa abbiamo quella di contrastare la proliferazione dell’escherichia coli. Un agente patogeno gram negativo che vive nella flora intestinale dell’uomo e degli animali.

La maggior parte delle infezioni che colpiscono il tratto urinario sono causate da questo batterio. In particolare la cistite: un’infiammazione della vescica che provoca bruciore nella minzione, urine torbide e dolori pelvici.

Per tale ragione, gli estratti di karkadè costituiscono un valido aiuto nel trattamento della cistite.

Attraverso l’infusione dei petali secchi dei fiori di hibiscus si può realizzare un’ottima bevanda dalle proprietà antibatteriche ed efficace nell’alleviare i disturbi causati dalle infezioni urinarie.                

Il karkadè combatte la cellulite

All’hibiscus sabdariffa sono stati riconosciuti effetti diuretici, natriuretici (elimina il sodio in eccesso attraverso le urine) e risparmiatori di potassio.

I risparmiatori di potassio antagonizzano gli effetti dell’aldosterone. Un ormone di tipo steroideo originato dalle ghiandole surrenali che ha la funzione di regolarizzare i livelli di potassio, sodio e del volume dei liquidi extracellulari.       

Pertanto il karkadè, grazie ai suoi effetti diuretici e vasoprotettivi, è un valido alleato delle donne, in quanto è in grado di contrastare efficacemente la cellulite e la ritenzione idrica.

La pianta officinale, stimolando la diuresi favorisce l’eliminazione dei liquidi e l’eccesso di tossine presenti nell’organismo. Inoltre, rende il sangue più fluido migliorando la circolazione sanguigna.

Infatti, per merito dell’effetto drenante vengono espulsi i liquidi che ristagnano nei tessuti, dove le adiposità localizzate rallentano la circolazione.    

Karkadè: modalità d’uso

Bevanda dissetante

Dopo aver fatto bollire una tazza di acqua minerale naturale, aggiungere un cucchiaino di petali essiccati e sminuzzati di karkadè. Lasciare in infusione per una decina di minuti a fuoco spento dopodiché filtrare e dolcificare con miele o zucchero.

Tisana al karkadè

Puoi beneficiare dell’azione terapeutica della pianta officinale realizzando un infuso da consumare quotidianamente.

Versa un cucchiaio raso di karkadè nell’acqua bollente, toglilo dal fuoco, copri con un coperchio e lascia in infusione per una decina di minuti. Dopodiché filtralo e consumalo caldo. Puoi dolcificare il rimedio aggiungendo del miele o assumerlo freddo unendo alla bevanda una fetta di limone o del ghiaccio.         

Consumare tre tazze di karkadè al giorno aiuta ad abbassare l’ipertensione. Tuttavia, chi soffre di pressione bassa non dovrebbe eccedere nell’assunzione.

Estratto idroalcolico di karkadè

Essendo ricco in polifenoli risulta utile per trattare:

  • Ipertensione
  • Mal di gola
  • Raffreddore e tosse.

Posologia: 50 gocce da assumere dalle due alle tre volte al giorno in poca acqua. Preferibilmente lontano dai pasti. La dose giornaliera è pari a 3 ml di prodotto.

Tintura madre

Per favorire la perdita di peso, abbassare la pressione sanguigna e debellare la proliferazione batterica.

Dosaggio giornaliero: 50-60 gocce due volte al giorno, sciolte in poca acqua. Da assumere preferibilmente dopo i pasti.

Impacco per capelli

Dona alla capigliatura morbidezza, lucentezza e prolunga la colorazione con l’hennè.

Ingredienti

  • Karkadè: 10 grammi
  • Acqua: 300 ml.

Procedimento

Realizzare un decotto lasciando bollire insieme l’acqua e i fiori di hibiscus. Attendere cinque minuti dopodiché spegnere. Lasciare in infusione per una decina di minuti avendo cura di coprire con il coperchio. Filtrare il tutto e versare l’infuso in un contenitore con spruzzino.

La soluzione può essere conservata in frigo per un massimo di tre giorni.

Dopo aver effettuato lo shampoo, vaporizzare il rimedio sui capelli bagnati, avendo cura di frizionare la cute e di distribuirlo lungo tutte le lunghezze. Lasciare agire il prodotto per dieci minuti dopodiché risciacquare accuratamente e asciugare i capelli.

Durante l’applicazione dell’impacco proteggere gli indumenti da eventuali macchie.

Controindicazioni del Karkadè

La tisana a base di karkadè abbassa i livelli plasmatici di clorochina, riducendo l’efficacia del medicinale utilizzato per la prevenzione e la cura della malaria.

E’ sconsigliato assumere estratti a base di hibiscus sabdariffa prima del paracetamolo in quanto potrebbe intensificare la velocità nell’eliminazione del farmaco da parte dell’organismo.

Inoltre, può abbassare il tasso ematico di glucosio nel sangue, per tale motivo va assunto con cautela da chi sta seguendo una cura farmacologica contro il diabete e da coloro che hanno in vista un intervento chirurgico. La rosella può ridurre eccessivamente la pressione sanguigna.

Si raccomanda di astenersi dal consumo di karkadè durante la gravidanza poiché la soluzione fitoterapica potrebbe favorire le perdite mestruali e incrementare il pericolo di aborto.    

Guida all’acquisto

I prodotti a base di karkadè sono reperibili presso l’erborista di fiducia o rivenditore specializzato online. L’hibiscus sabdariffa in taglio tisana va conservato in appositi contenitori in latta muniti di chiusura ermetica e disposti lontano da fonti di luce e di calore.

Prediligere sempre prodotti naturali al 100%, privi di additivi chimici.

Karkadè: botanica

La pianta è originaria dell’Africa occidentale e successivamente si è diffusa in Asia, in Africa, in Oceania e in Sud America. Si sviluppa prevalentemente in Africa e nelle zona caraibiche, in quanto necessita del caldo e del terreno sabbioso.

E’ una specie erbosa dotata di un arbusto dalla consistenza legnosa che raggiunge in altezza i 2 -2,5 metri. Il fogliame è costituito dai tre ai cinque lobi che misurano in lunghezza dagli 8 ai 15 cm e si dispongono alternativamente lungo gli steli.

I fiori hanno un diametro che va dagli 8 ai 10 cm e sono di un particolare colore che va dal bianco al giallo pallido. Sono caratterizzati dalla presenza di una macchia rosso scuro disposta alla base di ciascun petalo. Il calice è piuttosto robusto e carnoso e si tinteggia di rosso vivo quando il frutto rosso e succoso giunge a maturazione, nell’arco di sei mesi.

Le infiorescenze si raccolgono in autunno e si procede all’essiccazione per alcuni giorni, prima di dividere i petali dal fiore e confezionarli.

karkadè: cenni storici

Cenni storici

Il termine karkadè deriva dal nome etiope karkadeb con cui è conosciuta la pianta nel dialetto Tacruri, in Etiopia.

La rosella costituisce la tipica bevanda egiziana diffusasi anche in Siria e in Thailandia.

Col passare del tempo, viene diffusa nei paesi dal clima particolarmente caldo e in Egitto si beve sia calda che fredda per poter beneficiare di un piacevole effetto rinfrescante e dissetante. Per tale motivo, una tipica consuetudine africana consiste nel prelevare un fiore secco di hibiscus sabdariffa e tenerlo in bocca durante i lunghi viaggi.

Gli imperi coloniali hanno importato la bevanda in Italia in concomitanza della guerra contro l’Etiopia. In quel periodo il governo italiano stabilì il sabotaggio delle merci straniere.

In fase di proibizionismo, la pianta si utilizzò in America in sostituzione del vino per la similitudine nell’aspetto. Inoltre, in Giamaica si consuma in qualità di bevanda natalizia per via del colore rosso rubino che la caratterizza.  

Invece, in Sudan il karkadè è una bevanda offerta per accogliere gli ospiti. Nei paesi europei si utilizza come ingrediente per la preparazione di tisane terapeutiche, di sovente in associazione alla malva o alla rosa canina.